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Un ferroviere era quel tale che per morire scelse Natale. Da una finestra entrò nella storia che parla di fame, non certo di gloria. Aveva due figlie, un'idea, un mestiere credeva nel dire e non nel tacere, per essere pulito di dentro e di fuori rischiava la vita fra i locomotori. Agganciava carrozze agganciava vagoni sognava da sveglio dei tempi più buoni ma quando la sorte è puntigliosa arriva la morte in forma curiosa che gli procura, umano aeroplano un volo notturno da un quarto piano e lo riduce in quattro e quattr'otto in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto. Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale, da una finestra entrò nella storia che parla di infamia non certo di gloria all'alba non muore soltanto la notte, muore anche l'uomo e il suo divenire, e il sangue caldo che bagna il selciato è un discorso appena iniziato. Passati stupori e costernazioni nascono voci, si fanno illazioni, si cercano insomma astratte scuse come il poeta cerca le Muse Ma il morto rimane, col sangue fra i denti non l'hanno ammazzato i suoi respingenti. Un po' di cordoglio, la stampa è vicina, e il ferroviere va al posto di Mina, mentre si scrive in ferrovia: Il manovratore è andato via. Per creare un vuoto nel mondo operaio, non serve neppure ammazzarne un migliaio: Basta un dramma, il mistero, l'inchiesta, segue chi piange, chi urla, protesta, Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale. Da una finestra entrò nella storia, che parla di fame, non certo di gloria. Si cerca il tritolo, la droga , le donne, e mentre si fruga, si cerca, si indaga, ti salta fuori la busta paga, che ti dimostra in maniera evidente che chi lavora incassa un bel niente. All'alba non muore soltanto la notte, muore anche l'uomo e il suo divenire, e il sangue caldo che bagna il selciato è un discorso appena iniziato.



FRANCO SERANTINI

Una pagina dedicata a Franco Serantini

Ci andai perchè ci si crede.
Ci andai come 'cane sciolto'.



FABRIZIO DE ANDRE'



GIAN MARIA VOLONTE'

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Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale:
o si esprimono le strutture conservatrici della società
e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere,
oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario
fra l'arte e la vita.



VIOLETA PARRA

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Io canto alla "chillaneja" solo se ho qualcosa da raccontare e non suono la chitarra per ricevere l'applauso. Io canto la differenza che esiste tra vero e falso, se no, non canto.



VINICIUS DE MORAES

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Ho amici che non sanno quanto sono miei amici. Non percepiscono tutto l'amore che sento per loro né quanto siano necessari per me. L'amicizia è un sentimento più nobile dell'amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l'amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità. Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici! Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza... Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero. Molti di loro, leggendo adesso questa "crônica" non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco. E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita. Se uno di loro morisse io diventerei storto. Se tutti morissero io crollerei. E' per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita. E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo. A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere... Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici. Un amico non si fa, si riconosce.



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14/04/2008
Perchè i vivi non ricordano

 
Daniele Sepe - MCMXCIV

Non canto per i vivi, non canto per loro
ché di miserie e disgrazie
ne ho viste tante in giro
e questa storia assurda non può tornare indietro
a pezzi li abbiam persi sui monti e nelle valli
nei fiumi e agli angoli agli angoli delle strade
agli angoli degli occhi agli angoli della bocca di
Garcia Lorca
Camilo Torres
Salvador Allende
Victor Jara


Montagne di cenci carne stracci
carta cuori unghie memorie
bruciati in fretta come nella camera
di scoppio di un motore
su una forca o con le fucilate
con la garrota o con la sedia elettrica
i vivi non ricordano lo sguardo
i vivi non ricordano lo sguardo di
Nicola Sacco
Bartolomeo Vanzetti
Giacomo Matteotti
Giuseppe Pinelli


E più neri di prima sono ritornati
lo stesso cognome
Mussolini
usano il televisore come un cavallo di Troia
entrano nel futuro dei nostri figli
così come c'entrarono nel '920
per ricordarci che un giorno
a Brescia
, a Ustica, a Bologna
a Marzabotto sono morti invano
perché i vivi non ricordano.

Si è ammutolito il mio strumento
quando ho capito che il popolo italiano
di mare,  di cielo 
di mare, cielo e terra
deve saperlo che ci portano la guerra
guarda nei libri devi ricordarlo
ogni quanto tempo in Europa c'è un conflitto
dove madri padri figlie e figli
sono morti da dimenticare perché i vivi non ricordano
perché i vivi non ricordano gli occhi dei
Fr
atelli Cervi
Lauro Farioli
Marino Serri
Giovanni Ardizzone


Sole, vento che rincorri i continenti
tu che accarezzi il viso delle genti
raccogline tutta la memoria
e fanne un solco nella terra
perché con il grano e con il pane
cresca anche il ricordo degli occhi
e del cuore di 
Franco Serantini
Claudio Miccoli 
Sotiris Petrulas
Giorgiana Masi 
Giuseppe Palumbo
Grigoris Lambrakis
Turiddu Carnevali
Gaetano Bresci
Walter Rossi
Jolanda Palladino
Ines Corsari
Emiliano Zapata
Pietro Greco detto "Pedro"
Camillo Cienfuegos
Stephen Biko 
Patice Lumumba
Rina Feruglio
Ernesto "CHE" Guevara
Gennarino Capuozzo
Giovanni Passanante
Duccio Galimberti 
M. Luther King
Malcolm X
Oscar Romero
Vincenzo Baiano
Anna Maria Enriques Agnoletti
...
Hasta Siempre

postato da: Sahishin 23:12 | link| commenti (8)
daniele sepe, giorgiana masi, giuseppe pinelli, franco serantini


Commenti
#1   15 Aprile 2008 - 12:26
 
hanno raccolto tutto il >b>nero che hanno seminato
e quassù è sempre più buio

ora e sempre...
oppure espatrio?
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#2   15 Aprile 2008 - 13:32
 
Espatriare?
I bravi commentatori stanno dicendo che da oggi siamo più Europei....
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#3   15 Aprile 2008 - 16:17
 
Morti invano....!


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#4   15 Aprile 2008 - 16:18
 
Votare per chi viola ogni diritto!!!!

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#5   16 Aprile 2008 - 07:52
 
Morti invano, sì. Del resto prender posto nel mondo è sempre invano.
(Hai ricevuto il mio pvt. Aspettavo risposta...)
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#6   17 Aprile 2008 - 16:16
 
L'ideale per il quale hanno combattuto e hanno perso la vita non è morto, perciò loro non sono morti invano.
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#7   19 Aprile 2008 - 11:33
 
canzone da pelle d'oca
e la sensazione, sì, che la cosa peggiore sia la perdita di memoria..
te la saccheggio, deve girare
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#8   26 Settembre 2008 - 14:28
 
Sono appena arrivata, garzie ad una segnalazione di un blogger amico...complimenti.
Ma permettimi, non sono morti invano, siamo solo in pochi a ricordarci quello sguardo,e la catena non si è interrotta con la loro morte.
Luce
utente anonimo

Commenti


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